domenica 2 maggio 2010

Ricordi di Recèssion (2003-2006)

Da: Courtesy Desk - Valvitalia S.p.A.
Inviato: martedì 18 gennaio 2005 17.10

Oggetto:
poesiola della sera con scazzo

gira il mondo,
gira in tondo,
gira gira ed è giocondo.
gira anche il mio cervello
(veramente non sol quello):
giran pure le due sfere
che mi son cresciute intere
a vedere tanta gente
parlar senza saper niente.

Solo una riflessione
senza alcun riferimento,
la mia mente senza azione
mi va sempre in fermento.

sabato 17 aprile 2010

Ma pensa un po'

Per scrivere, bisogna saper scrivere.
E non intendo saper mettere una lettera dietro l'altra per formare le parole, ma intendo mettere le parole una dietro l'altra per formare frasi.

Comprare la carta igienica è una frase, formata da parole messe correttamente una dietro l'altra. Ma non è che se sai fare la lista della spesa, allora sei uno scrittore..

Io non so scrivere (anche se la lista della spesa mi viene discretamente bene), però so pensare. Ma non come i filosofi. Io mi creo i miei ingorghi mentali, penso e ripenso. E, tengo a precisare, non concretizzo nulla.

(La foto ha lo scopo di illustrare la sottoscritta durante una sessione di pensiero).



giovedì 7 gennaio 2010

Visto il periodo post-abbuffate, trovo adatta la poesiola nella quale mi sono imbattuta questa sera e che, in preda ad una digestione particolarmente difficile, farneticai nel lontano 2006:

Da: Courtesy Desk - Valvitalia S.p.A.
Inviato: lunedÏ 27 febbraio 2006 13.58
A: (...)
Oggetto: Rivoluzione

Contro l'oppressione atroce
che il convivio a volte dà,
noi leviamo a gran voce:
viva il rutto, viva la libertà!

Barbara
Reception
Valvitalia S.p.A.


Burperi (Bèuf)

martedì 22 dicembre 2009

Avevo una 128 gialla.
O meglio, la mia famiglia aveva una 128 gialla.
Ma considerando che l'unico a guidare (non ad avere una patente... ma questa è un'altra storia...) era solo una persona, credo di dover affermare che mio papà aveva una 128 gialla.

Però la 128 gialla era mia.
Io l'amavo. Io le parlavo.

Veramente parlavo a tutte le cose che mi stavano care, o perlomeno questa era l'idea di fondo: alla fine mi sentivo in colpa e parlavo con tutte le cose che avevo intorno perchè temevo si potessero sentire non volute. Ho esercitato la par-condicio fin da piccola...

Ma la 128 gialla...
Una banana con le ruote. Una scatola quadrata, nella quale mi sentivo come il verme nella frutta: a casa e felice.

Non ricordo momenti particolari, solo forti emozioni.
Ed un unico nefasto, terribile, odioso, tragico evento: la separazione.

Penso a mio papà, che dopo tanti sacrifici chissà com'era contento di poter finalmente cambiare la macchina, e penso a me, con il cuore devastato dal destino crudele.
Io, minuscola Bèuf, ricordo di essere corsa fuori, in giardino, di aver abbracciato la 128 gialla (non la posso chiamare macchina, lei ha un'unica definiziona: 128 gialla) e di averle detto, tra le lacrime e i singhiozzi: "Io ti voglio bene e non ti dimenticherò mai".

Ho pianto due giorni.
Poi è arrivata la Peugeot bianca.
Parlavo anche con lei, ma credo si sia accorta che qualcosa non andasse.
E forse soffriva di non essere gialla.


sabato 28 novembre 2009

mercoledì 21 ottobre 2009

Piacere di Bèuf


Mi piacciono le cose rotonde.
Mi piacciono le mele, quelle verdi, e le pere. Se le pere fossero rotonde, mi piacerebbero forse più delle mele.
Le arance son rotonde, ma mi piacciono solo perchè sono color arancio. Che poi non è vero, perchè esistono anche le arance rosse, che credo possano manifesare disturbi legati all'identità.

La rotondità mi dà la sicurezza di non incappare in uno spigolo. Il mio moroso è spigoloso, ma rotondo nel cuore. In compenso, io sono rotonda, ma spigolosa dentro. Ogni tanto ci trafiggiamo, ma in fondo ci compensiamo.

La rotondità, la associo istintivamente alla morbidezza. Eppure né le mele, né le pere, né tantomeno le arance sono morbide. Al massimo sono molli, ma allora tendono ad ovalizzarsi e, tendenzialmente, a piacermi meno (le arance, a questo punto, non mi piacciono proprio più).
Io sono morbida, ma solo di fuori. Il resto è un po' ruvido, con tendenza ad infeltrirsi in

situazioni potenzialmente emotive.

Mi piacciono anche i parallelepipedi, però.
Quelli rettangolari.
Le scatole soprattutto.
No, i libri soprattutto.
Le scatole che contengono libri.
Ho un sacco di scatole, ancora vuote, e un sacco di libri, ancora da leggere.
Mi piace il potenziale del divenire, l'uso che potrei farne, quello che potrei imparare molto di più di quello che già ne ho fatto o che già ho letto.
Con alcune debite eccezioni.

Mi piace la A, che credo essere la più bella lettera dell'alfabeto, perchè è una lettera felice. Ed io, che ho solo A nel nome, dovrei essere felicissima.

E forse lo sono.

Faccio i capricci, ma ho tutto quello che mi piace: ho tanti libri, ho tante rotondità e, da qualche giorno, ho anche tante mele.


domenica 4 ottobre 2009